
Michael Fabbri, la scelta di Rocchi per Milan-Inter di coppa Italia, è di professione geometra ed è nato a Faenza 39 anni fa. Internazionale dal 2019 è sempre stato considerato affidabile dall’Aia: pochi alti e bassi e rendimento costante, anche se c’era stata qualche perplessità per la sua designazione in una gara così delicata, vediamo come se l’è cavata ieri a San Siro.
- I precedenti di Fabbri con Milan e Inter
- L’arbitro ha ammonito 4 giocatori
- Milan-Inter, i casi da moviola
- La moviola di Cesari
- La sentenza di Calvarese
I precedenti di Fabbri con Milan e Inter
Tredici precedenti con l’Inter che con Fabbri ne aveva perse solo due, pareggiate una e vinte 10, dodici incroci con i rossoneri (6 vittorie, 4 pareggi e 2 ko).
L’arbitro ha ammonito 4 giocatori
Coadiuvato dagli assistenti Preti e Baccini con Ayroldi IV uomo, Abisso al Var e Di Bello all’Avar, l’arbitro ha ammonito quattro giocatori: 19’ Theo, 53’ Acerbi, 58’ Bisseck, 89’ Reijnders. Recupero: 3’ 2T.
Milan-Inter, i casi da moviola
Questi gli episodi dubbi della gara. Al 19’ il primo giallo è per Theo dopo un fallo su Bisseck: il francese protesta perché ritiene di essere stato ostacolato e fa notare che sarebbe anche il primo fallo ma Fabbri è inflessibile. Al 30′ i nerazzurri reclamano un penalty per un mani di Leao, Fabbri lascia correre. Al 53’ ammonito Acerbi che battibecca con Jimenez. L’interista però non è tra i 22 in campo. Al 58’ per gioco falloso ammonito anche Bisseck, all’89’ il giallo tocca a Reijnders per un fallo su Bastoni. Dopo 3′ di recupero Milan-Inter finisce 1-1.
La moviola di Cesari
A far chiarezza sugli episodi dubbi della gara è Graziano Cesari. Il moviolista di Mediaset a Canale 5 dice: “Fabbri promosso completamente, eliminate tutte le perplessità sulla designazione. Al minuto 30 l’Inter invoca un calcio di rigore: il pallone schizza sul fianco di Leao e poi carambola sul braccio sinistro. Mai rigore, perfetta la dinamica. Il secondo episodio rilevante è il contrasto tra Jimenez e Carlos Augusto, poi c’è un po’ di scaramuccia: arriva e li separa. Arriva Acerbi, che stava facendo riscaldamento: giallo. Ecco fatto, finito tutto: mi piace questo comportamento, è dentro la partita e non vuole farsela sfuggire di mano. Anche il quarto uomo Ayroldi deve fare un bel lavoro: nel secondo tempo Theo Hernandez deve anche schivarlo. Ci stanno anche in queste partite comportamenti così”.
La sentenza di Calvarese
Anche l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, sul suo sito, ha detto la sua sul rigore negato all’Inter nel derby di coppa Italia: “Tocco di braccio di Rafael Leao, ma per Fabbri e il VAR non è calcio di rigore. Decisione corretta: il portoghese prova a spostare il braccio, alzandolo, e il pallone gli sbatte prima sull’addome e solo successivamente sotto al gomito. Anche il silent check conferma la regolarità del tocco”.