Il Milan si conferma bestia (rosso)nera dell’Inter: con quello di ieri è il quarto derby di fila senza vittorie per la squadra di Simone Inzaghi, che ha spiegato perché ha perso la testa dopo il gol del vantaggio segnato da Abraham. Alla fine, però, il bicchiere è mezzo pieno. Nonostante la coperta cortissima causa infermeria strapiena, la qualificazione alla finale di Coppa Italia si deciderà nel match di ritorno in programma il 23 aprile.

Inter, la furia di Inzaghi e la retromarcia

Reduce dalla squalifica rimediata in campionato nella partita vinta a fatica con l’Udinese, Inzaghi ha mostrato un certo nervosismo anche durante l’andata della semifinale di Coppa Italia col Milan. Del resto, l’Inter ha pur sempre il sogno triplete da alimentare.

A far infuriare il tecnico emiliano è stato il gol dell’1-0 realizzato da Abraham: già, in un primo momento a Inzaghi proprio non è andato giù l’atteggiamento dei suoi, ritenuto troppo passivo. Poi, però, la retromarcia e la confessione ai microfoni di Mediaset nel post derby. “Sull’azione del gol mi sono arrabbiato tanto, ma l’ho rivista ed è frutto di un rimpallo clamoroso. Poi è stato bravo Abraham”. Dunque, tutti assolti.

Perché Inzaghi è riuscito a vincere la sua sfida

L’Inter si è presentata in Coppa con la rosa ridotta ai minimi termini. “Avevo solo 14 giocatori di movimento a disposizione” ha sottolineato Inzaghi. Sì, oltre a capitan Lautaro, che i nerazzurri contano di recuperare a pieno regime per l’andata dei quarti di Champions League col Bayern Monaco, mancavano Dumfries e di fatto anche Dimarco e Arnautovic, in panchina praticamente solo per far numero.

“Venivano da affaticamenti e con lo staff medico abbiamo deciso di non rischiarli”. La prudenza non è mai troppa quando il calendario non ti concede pause. E le rivali sono agguerrite. Troppo importante la trasferta di Parma, visto che il Napoli sarà impegnato nel posticipo del monday night con lo scatenato Bologna di Italiano. E ancora più importante è la trasferta in Germania col Bayern, cui bisognerà arrivare con una rosa più attrezzata. Insomma, in piena emergenza l’Inter è riuscita a cavarsela nella semifinale d’andata col Milan. E non è mica poco.

Il turnover obbligato ha fornito risposte al tecnico

Nonostante le defezioni, i nerazzurri sono perfino andati vicini al successo. Se non fosse stato per le parate di un Maignan versione Magic Mike, probabilmente l’Inter avrebbe già un piede e mezzo in finale. Inzaghi, però, preferisce prendersi tutto il buono del derby. Tra i pali Martinez si è confermato portiere di livello: l’erede di Sommer è già in casa.

Calhanoglu ha mostrato segnali di crescita incoraggianti e non solo per il gol del pareggio con cui ha punito la sua ex squadra. Lì davanti bene anche Correa, che ha confezionato l’assist per l’1-1 firmato dal centrocampista turco. “Ho chiesto un sacrificio in più a tutti e sono stati bravissimi. Come ho visto Correa e Thuram? È una coppia che mi piace, si completano. Hanno fatto bene”. Per il ritorno, però, Inzaghi dovrà spezzare la maledizione derby. Riuscirà a mandare al tappeto la bestia (rosso)nera?

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