Il 3 aprile di 15 anni fa moriva a soli 69 anni Maurizio Mosca, personaggio entrato nella storia della tv, un istrione capace di trasformare i talk show sul calcio in spettacolo mescolando competenza, commenti da bar sport, rissosità, battute fulminanti e lampi di volgarità: dalle liti con altri personaggi celebri al pendolino, fino alle famose bombe di mercato, Mosca ha cambiato il racconto del football in televisione.

Maurizio Mosca e l’addio alla Gazzetta

Quando approdò in tv, Maurizio Mosca aveva una lunga carriera da giornalista della carta stampata, ed era stato firma della Gazzetta dello Sport fino a una contestata intervista di Zico, che si infuriò perché il giornalista aveva riportato un frase da lui mai pronunciata (“Platini, sei finito”). L’addio alla Rosea trasformò però Mosca in un personaggio: il giornalista si reinventò opinionista tv in una lunga serie di talk show calcistici di enorme successo, dal “Processo del Lunedì” a “Pressing”, passando per “Guida al Campionato”, “L’Appello del Martedì” e “Controcampo”.

Maurizio Mosca: le bombe di mercato e il pendolino

La tv divenne il palcoscenico delle doti da mattatore di Mosca, soprattutto quando si parlava di calciomercato: le sue bombe sono passate alla storia, spesso riusciva ad anticipare affari clamorosi, altre volte tirava fuori notizie assolutamente improbabili ma che riuscivano comunque a fare presa sul pubblico. Anche perché, nel periodo in cui le “sparava”, la serie A era il campionato più ricco e potente del pianeta, e i nostri top club, in particolare Juventus, Inter e Milan, erano in grado di ingaggiare qualunque campione.

Ma il calciomercato era soltanto uno dei campi di azione di Mosca: l’acme del giornalismo-teatro lo raggiungeva col pendolino, il momento dei pronostici sulle gare del campionato pronunciati dondolando un ciondolo su un foglio, in un’atmosfera da momento paranormale, da seduta spiritica, che però non poteva non conquistare il pubblico.

Mosca e le liti in tv con spettatori e ospiti

Impossibile, infine, non citare le liti di Mosca con gli altri ospiti in studio o, addirittura, con i telespettatori che telefonavano da casa: in almeno tre occasioni, nel corso degli anni, minacciò di denunciare il suo interlocutore e addirittura di mandargli “la polizia a casa”. “Quel signore che ha lanciato quell’accusa grave e infamante è stato arrestato!”, disse Mosca dopo una pausa pubblicitaria seguita a uno scontro con uno spettatore che gli aveva lanciato una grave accusa.

Quanto agli avversari delle sue liti in studio, Mosca può essere ritenuto un vero e proprio Muhammad Alì del trash in tv: Gianfranco Funari, Carmelo Bene, Ricky Tognazzi, Corrado Ferlaino, Walter Zenga sono solo alcuni dei “top player” della rissa verbale con cui il giornalista s’è azzuffato nel corso della sua carriera. Anche se il momento più alto (o più basso, in base ai gusti) non può che corrispondere alla lite con Pasquale Squitieri e Vittorio Sgarbi al Processo del Lunedì: un “triello” in stile Sergio Leone che è un riferimento assoluto del genere.

Momenti indimenticabili di cui le nuove generazioni possono godere oggi su YouTube: perché Mosca non c’è più, ma le sue trovate resteranno per sempre.

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