
Nella seconda udienza del processo per frode fiscale il legale di Carlo Ancelotti ha di fatto scaricato le responsabilità della vicenda sul Real Madrid: la strategia difensiva adottata dall’avvocato può essere interpretata come un possibile segnale di addio dell’allenatore ai Blancos a fine stagione? Intanto l’accusa ha confermato la richiesta di 4 anni e 9 mesi di reclusione.
- Ancelotti e il possibile addio al Real
- Processo Ancelotti, il legale scarica la colpa sul Real
- Processo Ancelotti, l’arringa dell’avvocato
- Processo Ancelotti, l’accusa conferma la richiesta di condanna
Ancelotti e il possibile addio al Real
Di un possibile addio di Carlo Ancelotti al Real Madrid a fine stagione si parla da tempo, nonostante il contratto del tecnico italiano con i Blancos scada soltanto nel 2026. È noto infatti che il Brasile stia corteggiando da tempo l’allenatore emiliano, affascinato a sua volta dalla possibilità di lavorare per la prima volta in carriera come c.t. e soprattutto di farlo nella Seleçao, una delle nazionali più prestigiose del mondo. Senza dimenticare che anche la Roma, per la prossima stagione, sogna di avere Ancelotti in panchina.
Processo Ancelotti, il legale scarica la colpa sul Real
Un segnale della possibile separazione di Ancelotti dal Real Madrid è arrivato oggi, nel corso della seconda udienza del processo che vede il tecnico imputato per frode fiscale presso il tribunale provinciale di Madrid. Oggi Ancelotti non era in aula, a differenza di ieri, a rappresentarlo c’era il legale Carlos Zabala che nel corso della sua arringa più che negare l’esistenza di un illecito, ha scaricato le responsabilità della vicenda proprio sul Real. “Se il Real Madrid avesse rispettato i propri obblighi contrattuali, Ancelotti non sarebbe qui”, ha dichiarato Zabala, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.
Processo Ancelotti, l’arringa dell’avvocato
L’avvocato, infatti, ha ricordato come Ancelotti abbia sempre trattato col club parlando di ingaggio netto, arrivando a un accordo per 6 milioni di euro. Di questi 6 milioni, però, il Real ha corrisposto l’85% in salario e il 15% in diritti d’immagine: e proprio su questi verte l’attacco del fisco spagnolo, che contesta ad Ancelotti di aver utilizzato società di comodo all’estero per incassare i proventi di tali diritti senza pagare le tasse.
“Ma chi aveva interesse ad occultare qualcosa era il Real Madrid per ottenere una tassazione più comoda”, ha spiegato Zabala, puntando di fatto il dito contro il Real. Per il legale, Ancelotti non ha ricevuto alcun beneficio dal metodo di pagamento utilizzato dal Real “perché il beneficio è di chi paga le tasse sul suo contratto, ovvero il Real Madrid. È il club che fa male la trattenuta fiscale”.
Processo Ancelotti, l’accusa conferma la richiesta di condanna
Zabala ha anche ricordato un caso simile, risalente al 2020, che aveva riguardato il Rayo Vallecano, condannato per questioni tributarie legate agli stipendi e alle tasse sugli ingaggi dei propri giocatori, che non furono neanche indagati. L’accusa, però, non pare condividere la tesi del legale di Ancelotti: nell’udienza odierna, infatti, i magistrati hanno confermato la richiesta di 4 anni e 9 mesi di reclusione in caso di condanna dell’allenatore.